sabato 22 marzo 2014

My Bosses, by Pasquale Pistorio



“I’ve learnt a lot from all my bosses,” says Pasquale Pistorio, founding CEO of STMicroelectronics, “Bob Heikes was one of the greatest strategists I ever met and a visionary. I learned the importance of delegating from him, and how to match your dream with practical problems. Bob was an excellent boss and he probably had the greatest influence on me. Many people who worked for Bob did well in their careers later on.”

“In the States I always respected Tom Connors – he was never my boss direct, he was always a little bit higher – but I was always very close to Tom. Eventually, when I became the international general manager in the US, John Welty was my boss and I also respected him a lot.”


“All my experiences with my bosses in Motorola were good. My first boss was Dedy Saban – one of the most hard-driving people, very aggressive and very friendly. He taught me to be determined, to be persistent, to be hard-driving. Dedy went to Fairchild and, many years later when I was general manager, I hired back Dedy. So I worked for Dedy and he worked for me. We had tremendous respect for eachother. As both a boss and a subordinate the rapport was always outstanding.”


“Then when I was regional manager for Italy between 1968 and 1970, my boss was Jim Finke – the marketing manager for Europe. Again he was a great boss for me. He was a great strategist, liked Europe very much, he was very sensitive to the cultural differences in Europe and the richness of the culture, he was very well educated. He taught me the importance of cultural value and how to maximise these differences and how to cope with the American culture.”


Asked if the American company culture come as a shock, Pistorio looks surprised. “For me? No. I fit very well in the American culture, I found it very easy, and I think my American colleagues found me very easy. I’m a very basic person, and I think Americans are basic people and like basic people – they think that if you are performing, you are a good man; that if you are not performing you are no good. I am the same. So I think it was an easy fit.”


Does he really see himself as basic? “I’m a little bit more than basic”, laughs Pasquale “but I think the basics are very important. I think values like honouring what you commit to do, not changing your mind, being at ease with yourself, having business integrity in the broad sense are essential. I value these things in the American culture, and they are values which I have been adopting myself all my life.”


“My 17 years at Motorola were very good. They taught me a lot. I learnt to be a manager coping with the human side of the Italian environment and the European environment, while also coping with the American rigour of business practicality. And this, in the end, is my managerial style – marrying American rigour with a good sensibility for people.”



mercoledì 26 febbraio 2014

Napolitano a Catania, il discorso del manager Pistorio
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Napolitano a Catania, il discorso del manager Pistorio
"La nostra storia dimostra, Signor Presidente, che si può fare alta tecnologia in Italia sia al nord che al sud. Venendo al futuro, il Sindaco Bianco mi ha chiesto di guidare la costituenda Agenzia Vulcano"


Napolitano a Catania, il discorso del manager Pistorio
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Signor Presidente, Signor Sindaco, Autorita', Signore e Signori, desidero anzitutto come cittadino italiano rivolgere a Lei Signor Presidente un vivo ringraziamento per tutto quello che ha fatto e che sta facendo nella sua alta Carica Istituzionale per il bene del nostro Paese: Grazie Signor Presidente. Su invito del Sindaco Bianco desidero presentarle oggi il progetto della nuova Agenzia Vulcano che il Sindaco ha concepito come strumento per contribuire allo sviluppo economico del territorio della Citta' Metropolitana di Catania. Tuttavia prima di parlare del futuro desidero farLe  una breve sintesi della mia esperienza professionale passata, come messaggio di fiducia nel futuro. Nel 1980 vivevo e lavoravo negli Stati Uniti. Mi fu offerto di rientrare in Italia come Amministratore delegato di una societa' del gruppo IRI-STET, la SGS che purtroppo viveva da 10 anni in stato fallimentare in quanto perdeva soldi ogni anno, pagati a pie' di lista dall'azionista pubblico. Voglio anche ricordare  che allora tutta l'industria europea dei semiconduttoei era in profondo rosso. La foto della SGS nel 1980 era una posizione al 28mo posto nella classifica mondiale, 5300 dipendenti in Italia, di cui 3200 al Nord in due sedi Agrate e Castelletto in provincia di Milano e 2200 persone al Sud, appunto qui a Catania. Perdite costanti da dieci anni, con la sede di Catania che aveva le condizioni peggiori con perdite di oltre il 100% del suo fatturato.
Tutti gli analisti credevano che il risanamento della SGS fosse impossibile.
Ebbene nel 1983 la SGS era pienamente risanata e generava profitti e fummo i primi, tra le 4 grandi societa' di semiconduttori europee a cominciare a generare profitti. Dall'Italia venne il messaggio che l'Europa ce la poteva fare ed il nostro successo fu il punto di svolta di tutta la microelettronica europea. Nel 1987 facemmo la fusione con la Thomson Semiconducteurs francese, che ancora perdeva pesantemente, creando la STMicroelectronics. Ancora una volta, gli analisti del settore sentenziarono che la ST sarebbe morta in poco tempo. Noi pero' facemmo un turnaround spettacolare e la ST divenne presto la prima societa' europea di semiconduttori. Nel 1994 ci quotammo in borsa a NY e subito dopo a Parigi e poi a Milano. Quando andai in pensione alla fine del 2004, la ST era stabilmente tra le prime 5 societa' mondiali di semiconduttori, fatturava quasi 9 miliardi di $, generava abbondanti profitti, non aveva debiti, e contava 50000 dipendenti nel mondo di cui 11000 in Italia ugualmente distribuiti tra nord e sud, con 5500 nelle due sedi milanesi e 5500 nel sud di cui 800 a Napoli e 4700 a Catania. Inoltre qui a Catania avevamo creato un forte indotto di circa 200 piccole e medie imprese sorte intorno alla ST, con oltre 10000 dipendenti di cui la meta' direttamente occupati per servire la ST. Fu questo il "fenomeno" che venne qualificato col nome di Etna Velley, ricordando la piu' famosa Silicon Valley californiana. Questo successo fu anche il risultato dell'impegno del Professor Prodi, presidente dell'IRI negli anni 80, che fu determinante nella creazione della ST, convinto del fatto che nell'economia globale, la dimensione di scala e la presenza internazionale siano essenziali. Inoltre in seguito da Presidente del Consiglio il Presidente Prodi fece nei suoi due governi, tra le tante cose positive alcune leggi che aiutarono molto il tessuto industriale come la fiscalita' di vantaggio per il sud negli anni 90, la riduzione del cuneo fiscale e contributivo  e la piattaforma di ricerca privata piu'avanzata della storia repubblicana, approvata nella finanziaria 2007.
A livello locale a Catania la ST beneficio' negli anni 90 della  eccellente amministrazione Bianco che creo' un ambiente favorevale per attirare a Catania cervelli e capitali, come per esempio la creazione dello "sportello unico, la sicurezza contro la microcriminalita',il miglioramento delle infrastrutture locali, creando quella che venne definita la Primavera di Catania. E fu proprio in questo ambiente favorevole che la ST ebbe la piu forte crescita occupazionale e creo l'Etna Valley. La nostra storia dimostra, Signor Presidente, che si puo'fare alta tecnologia in Italia sia al nord che al sud. Venendo al futuro, il Sindaco Bianco mi ha chiesto di guidare la costituenda Agenzia Vulcano come presidente di un consiglio di amministrazione, i cui membri opereranno a puro titolo di servizio piu una struttura operativa molto snella di sole due persone stipendiate.

I compiti dell'Agenzia saranno 4:
  1. Creare una mappatura dettagliata delle aziende del territorio e formare tra di esse una rete di contatti per favorirne le sinergie e la collaborazione. La collaborazione con l'universita' per la ricerca sara' parte integrale di questo primo compito. Inoltre, poiche' agenzie come Vulcano esistono sia in Italia che all'estero, cercare di estendere la rete catanese  ad alcune di esse, ampliandone gli orizzonti. 
  2. Assistere le piccole imprese e le start-up con consulenza tecnica e strategica nella preparazione dei piani operativi e finanziari. Altro aspetto critico e' l'assistenza nella ricerca dei finanziamenti, sia privati che pubblici, inclusi i programmi di incentivi nazionali e sopratutto europei.
  3. Creare contatti mirati ed opportunita' di collaborazione delle imprese del territorio con imprese italiane ed estere. In particolare e' importante il potenziale di sviluppo offerto dalla collaborazione con enti pubblici sia locali che nazionali.
  4. Fare del marketing delle capacita' offerte dal territorio per attirare investimenti e creazione di posti di lavoro da parte di imprese italiane ed estere. Gia' in passato il sindaco Bianco personalmente si era impegnato in queste azioni con incontri per esempio a Parigi e New York, ad alcuni dei quali ho partecipato anch'io come testimonial dell'esperienza ST. 
Le linee strategiche lungo le quali si concentrera' l'Agenzia saranno quelle che offrono il maggior vantaggio competitivo a imprese locali e potenziali investitori esterni. e precisamente:
  1. Il turismo, che puo' beneficiare di un patrimonio artistico, culturale e storico strordinario, nonche' di una natura incantevole ed una grande tradizione gastronomica.Catania dispone inoltre di una infrastruttura fondamentale come il suo aeroporto internazionale, direttamente collegato con le maggiori citta'europee.
  2. L'agricoltura a valore aggiunto, che puo'  amplificare il ritorno economico dalla ricchezza della nostra offerta agricola ( mi ricordo che quando vivevo in Svizzera mi faceva male trovare ovunque le arance spagnole , e non quelle siciliane, che senza dubbio sono le migliori al mondo).
  3. L'industria High Tech, come la ST o la 3 SUN, che sono eccellenti esempi di alta tecnologia, che beneficia nel sud di un costo del lavoro qualificato - laureati e diplomati- fortemente competitivo verso qualunque paese industrializzato. Inoltre puo' contare sulla Universita' di Catania sia per la formazione del capitale umano che per la collaborazione nella ricerca.
  4. L'Industria della Green Economy - di cui la 3SUN e' il piu' importante esempio locale- che puo' contare sul clima moderato e sul sole abbondante ( come diceva il premio nobel Prof Rubbia, su ogni metro quadrato dlla Sicilia piove un barile di petrolio all'anno). Le serre fotovoltaiche, per esempio, possono amplificare i ritorni economici dalla combinazione di agricoltura e generazione di energia.
 Il successo dell'Agenzia e piu' in generale lo sviluppo economico sara' misurato dalla creazione di posti di lavoro produttivi di ricchezza e dal bilancio tra entrata ed uscita di cervelli e capitali dal territorio.
Ovviamente le imprese devono fare la loro parte, ma le istituzioni devono creare un ambiente favorevole allo sviluppo -- ed io sono sicuro che il Sindaco Bianco fara' rinascere la primavera di Catania. A livello nazionale ci auguriamo che finalmente le istuzioni riescano a rimuovere gli ostacoli, da tutti noi conosciuti, che frenano il Paese, permettendogli di creare ricchezza per tutti i suoi cittadini, di contribuire da protagonista alla costruzione dell'Europa ed essere un modello di sviluppo economico, liberta' democratiche e coesione sociale, nel mondo.
Si puo' fare Signor Presidente, e noi a Catania faremo la nostra parte.
Grazie.
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