venerdì 5 marzo 2021

Le grandi sfide dell’Umanita’ nella prossima decade ed il Decalogo del Cittadino Responsabile

Nella decade dal 2021 al 2030, l’Umanità dovrà affrontare 5 grandi SFIDE (oltre alla Pandemia attuale del Covid-19).  Le scelte che saranno fatte in questa decade potrebbero segnare lo sviluppo della Società Umana per molte decadi e forse per secoli a venire.


Nel 2020 e per buona parte del 2021 la più grande crisi della Società Umana è e sarà la Pandemia del Covi-19.  Questa crisi sarà risolta a livello mondiale entro il 2021 grazie all’arrivo (già iniziato) dei vaccini.  Essa comunque avrà creato tra il 2020 ed il 2021 oltre 3.000.000 di morti nel mondo.  Oltre a questa crisi epidemica, l’Umanità dovrà affrontare in questa decade altre 5 grandi sfide:


1. La crisi economica

2. La crisi ambientale ed il Global Warming

3. Il Fondamentalismo Islamico

4. L’ imperialismo cinese

5. L’estrema diseguaglianza economica nel mondo



1. LA CRIISI ECONOMICA 

La crisi economica sta pesando e continuerà  a pesare come conseguenza della pandemia su tutte le economie mondiali, escluse quella gigantesca della Cina (che sta invece  trovando un forte alleato nella pandemia per accelerare la sua crescita economica rispetto alle economie occidentali), e di qualche altro Paese asiatico come Singapore e Corea del Sud. Questa crisi economica ha già creato milioni di disoccupati e sottoccupati e continuerà a crearne altre decine di milioni, sopratutto in Africa, Europa e le Americhe, e nelle economie più deboli dell’Asia, prima che le varie economie mondiali più colpite ritornino alla crescita economica di prima della pandemia entro i prossimi 4 anni. Infine la pandemia e la crisi economia accelereranno le diseguaglianze economiche e sociali.  Le conseguenze saranno tensioni sociali, fame e violenze che rischiano di generare  nei prossimi 5 anni più morti nel mondo di quelli fatti dalla pandemia.


2. LA CRISI AMBIENTALE ED IL GLOBAL WARMING

Gli scienziati sono concordi sulle devastanti conseguenze del Riscaldamento Globale se il riscaldamento del Pianeta, dovuto sopratutto alle emissioni di CO2 nell’atmosfera, superasse di 1.5 gradi centigradi il livello della temperatura preindustriale. Inoltre si pensava che avessimo più tempo (fino al 2050) per correggere il problema. Purtroppo i tempi si stano riducendo ed ora

si sa che se non si tagliano di almeno il 50% le emissioni di CO2 attuali entro il 2030, il fenomeno rischia di essere incontrollabile.  I fenomeni estremi (scioglimento dei ghiacciai, desertificazioni che avanzano, inondazioni, tempeste...) sono in continua crescita e stanno creando già emigrazioni crescenti dai paesi più colpiti e centinaia di migliaia di morti di fame, di violenze e stenti vari.  Bisogna agire SUBITO, altrimenti i morti da ora al 2050 si conteranno in molte centinaia di milioni e forse più di un miliardo di esseri umani. 


3. IL FONDAMENTALISMO ISLAMICO

Il Fondamentalismo Islamico è lo strumento di natura religiosa utilizzato da alcuni Paesi di religione Mussulmana (principalmente nel Medio Oriente) per sfruttare il disagio economico e sociale di milioni di mussulmani nel mondo per trarne vantaggi geopolitici. Questi Paesi che alimentano il Fondamentalismo Islamico traggono le risorse dai proventi dei combustibili fossili.  Purtroppo il Fondamentalismo nel perseguire obiettivi politico/sociali si è avvalso in alcuni casi di atti terroristici spaventosi.  Più recentemente il fenomeno è in calo, ma continua ad essere una

minaccia per i Paesi di altre religioni.


4. L’IMPERIALISMO CINESE

L’economia cinese cresce da molti anni molto più rapidamente di quelle dei Paesi Occidentali più avanzati. Oggi è la seconda economia del mondo e coi differenziali di crescita attuali, supererà quella degli USA entro i prossimi 15 anni per diventare solidamente la prima al mondo. Anche tecnologicamente la Cina sta compiendo passi da gigante, specialmente in aree strategiche come l’Intelligenza Artificiale, la Banda Ultra larga (5 G), e le tecnologie “verdi” per la transizione

energetica verso “emissioni zero”. E la loro crescita interna si associa ad un forte espansionismo estero con l’acquisizione di tante società estere in settori avanzati e di infrastrutture estere strategiche. E fin qui tutto legittimo. Il problema è dato dal fatto che la Cina è retta da una dittatura, e quindi il loro espansionismo economico rischia di avere conseguenze politiche e sociali sui Paesi che entrano nella loro orbita con impatti imprevedibili ma certamente negative sulle libertà democratiche di questi Paesi e dei loro cittadini.


5. L’ESTREMA DISEGUAGLIANZA ECONOMICA NEL MONDO

Questa è la sfida più difficile ed è anche la più vergognosa. Secondo l’ultimo rapporto OXFAM i 2153 miliardari (persone più ricche del mondo) possedevano nel 2020 una ricchezza pari a quella 

cumulativa delle oltre 4.600.000.000 persone più povere ( oltre 60% della popolazione mondiale ).

O anche le 26 persone più ricche del mondo hanno la stessa ricchezza cumulata delle 3.500.000.000 più povere del mondo (quasi la metà della popolazione mondiale).  E questa estrema diseguaglianza continuare ad aumentare…. I ricchi diventano più ricchi ed i più poveri aumentano… E’ LA MAGGIORE VERGOGNA DEI NOSTRI TEMPI.  Di fatto si è formato un “club informale” di pochi super-ricchi nel mondo, qualche centinaio, che si conoscono tra loro e collaborano informalmente, ed hanno una potenza economica tale da, non solo controllare 

le economie mondiali, ma anche di fare eleggere i politici che scelgono loro, finendo per controllare anche i sistemi politici mondiali sugli aspetti economici che garantiscono i loro privilegi.


Per vincere queste 5 grandi sfide i Governi di tutti i Paesi del mondo dovrebbero impegnarsi con scelte legislative volte a sostenere la transizione energetica verso le fonti rinnovabili, a combattere i monopoli e sostenere le PMI con opportuni incentivi fiscali, a proteggere i settori strategici delle proprie economie da acquisizioni straniere, ad aiutare i cittadini economicamente più deboli con la scuola gratuita almeno fino a 16 anni, la sanità pubblica gratuita, e sussidi di solidarietà per chiunque sia in condizioni di povertà estrema, e infine, e sopratutto, con politiche fiscali molto redistributive per ridistribuire la ricchezza dai più ricchi verso lo Stato e tramite questo verso i servizi e gli aiuti sociali che favoriscono i più deboli. Nel settore fiscale, un aspetto molto

importante sarebbe l’imposizione di una tassa patrimoniale del 1% sul patrimonio (esclusa la prima casa ed i primi 200 K € di risparmi) sui primi 10 milioni di € equivalenti di patrimonio,

e del 2% sul patrimonio sopra i 10 milioni di € equivalenti.  Questa patrimoniale escluderebbe di fatto più del 95% della popolazione e toccherebbe solo una piccola fascia dei più facoltosi.


L’Unione Europea e ancora più specificamente i Paesi dell’Eurozona, sono, secondo me il macro sistema economico più grande e più impegnato a confrontarsi con queste grandi sfide: ed essi hanno già come macro sistema la dimensione di scala economica, geografica, demografica  e politica per poterlo fare.


In ogni caso i cittadini, come individui, possono contribuire a vincere queste grandi sfide coi loro comportamenti quotidiani, senza aspettare che agiscano i Governi, attuando il seguente Decalogo del Cittadino Responsabile.




Decalogo del Cittadino Responsabile



1. Applicare in tutti i comportamenti le tre R dell’Ecologia:

                        Ridurre     

Riusare    

Riciclare 


2. Ridurre i consumi di carne al massimo specialmente quelle bovine (a parità di calorie la carne bovina usa 5 volte il terreno di una alimentazione vegetariana, quella ovina 4 volte e quella 

di pollame 3 volte). Fa bene alla salute e fa bene all’ambiente.  Gli allevamenti intensivi sono la causa maggiore delle deforestazioni.


3. Usare nelle proprie ricerche internet il motore di ricerca ECOSIA.  Questo “motore” ha la politica di usare l’80% dei loro proventi dalla  pubblicità per finanziare la piantagione di  alberi in vari Paesi del mondo frenando il processo di  deforestazione. Ogni anno nel mondo si tagliano 15 miliardi di alberi e se ne piantano solo 5 miliardi.....


4. Comprare prodotti agricoli direttamente dai produttori, ove possibile, ed a Km zero, o almeno originari del  proprio Paese o al massimo del macro sistema di appartenenza (es. l’Italia o al massimo la EU).


5. Ridurre drasticamente, o addirittura eliminare il consumo di plastica, e per quella usa e getta usare solo plastica biodegradabile.


6. Mettere i pannelli fotovoltaici sul tetto delle proprie case o condomini, e batterie di accumulo e pompe di calore nelle zone caldaie per produrre anche riscaldamento ed acqua calda.  Inoltre, fare contratti di forniture di luce e gas (per le necessità residue) con Società che ne garantiscano la provenienza da fonti rinnovabili.


7. Svolgere nei propri ambiti sociali (aziende in cui si lavora, comunità religiose, uffici comunali...) la promozione delle fonti rinnovabili come al precedente punto 6.


8. Per la mobilità urbana privilegiare i mezzi pubblici. E comunque, per i propri mezzi di trasporto privato, comprare o affittare auto elettriche, o ibride plug-in.


9. Mai comprare prodotti “Made in China”, anche se da società europee.


10. Come cittadini europei favorire con i propri comportamenti, i propri contatti di comunicazione, e sopratutto col proprio voto nelle elezioni politiche, tutte le formazioni europeiste che puntano alla formazione degli “ Stati Uniti d’Europa “ che può essere il sistema macro economico capace di vincere (e di fare da esempio a tutto il mondo) le 5 grandi sfide che confrontano l’Umanità.



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